di Nicola Coccia
Cari amici (soci e non soci),
il mio viaggio aveva due motivazioni concrete: portare alle Suore orsoline di Adigrat una statua della Madonna ROSA MISTICA, come loro mi avevano chiesto e portare (ad Adigrat e ad Addis) due copie fotografiche a grandezza naturale della Sindone (su suggestione di una associazione italiana). E poi studiare come meglio si possa aiutare questo popolo e questa chiesa.
Sono a metà del viaggio e trovandomi in una mattinata tranquilla e silenziosa, ma senza connessione Internet, comincio a stendere alcune informazioni sul viaggio in corso.
Rientrerò in Italia solo giovedì 25, tra 9 giorni. Era necessario un periodo così lungo, 22 giorni? Da un certo punto di vista, col senno di poi, no; ma, per prudenza, ho preferito prevedere qualche giorno in più per darmi più possibilità di incontri: in effetti in queste giornate vedrete che ci sono stati molti andirivieni e diversi “tempi morti”, perché per incontrare delle persone devo stare io ai loro tempi e non viceversa.
All’aeroporto di Addis, la mattina dell’arrivo, ho consegnato a Mother Elleni, superiora delle Orsoline, una delle copie della Sindone, destinata al Monastero cistercense nel quartiere di Shola ad Addis. Ho proseguito quindi per Macallè (ho scoperto che la pronuncia locale riflette la grafia italiana e non quella inglese Mekele!) dove è venuta a prendermi Madre Manna. Sono stato ospitato nella loro casa di Adigrat, che è molto modesta, provvisoria, ricavata in alcuni capannoni per magazzini di proprietà della Diocesi: la convivenza è servita per meglio conoscere la loro piccola comunità di suore insegnanti. Per fortuna Suor Manna è riuscita ad ottenere da una Caritas un finanziamento per la costruzione di un nuovo edificio, che faccia da casa delle suore, da convitto per le postulanti e che ospiti anche 3 aule di scuola materna: a causa della guerra, la popolazione di Adigrat è raddoppiata e mancano le aule scolastiche. La nuova costruzione è però ferma a metà perché la forte inflazione ha impedito di compiere il progetto. In quei gironi non ho potuto incontrare nessun altro perché tutti i preti erano in ritiro col Vescovo.
Sabato 6 approfittando di un passaggio, insieme a don Hagos sono “sceso” a Wukro (“sceso” sia perchè andavamo a sud, sia perché dai 2.500 di Adigrat siano passati ai 1.700) dove mi sono fatto ospitare nella locale casa delle Orsoline. Le scuole cominceranno ad ottobre ed anche le orfane sono via, dai loro parenti (le suore scelgono di fare così, affinché le bambine e ragazze, nelle vacanze, vedano una vita familiare “normale”. Suor Bisrat mi fa visitare il pollaio (finanziato da noi); purtroppo non sa né italiano né inglese e la comunicazione è un po’ difficile. Le suore hanno una proprietà agricola abbastanza ampia, 6-7 ettari, (che si presterebbe a diverse sperimentazioni) e ci hanno promesso che, se una cooperativa giovanile volesse coltivare del “riso a secco”, potrebbero rendere disponibile un ettaro di terreno.
Della sperimentazione del “riso a secco” ho provato a parlare con la mia amica torinese Sonia, biologa, vissuta 30 anni in Nuova e Zelanda e rientrata in Italia per accudire la mamma. Sonia – che in Italia stenta a trovare una occupazione – è molto incuriosita della possibilità di guidare questa sperimentazione e di rendersi utile in quello che da sempre è il suo ambito di lavoro, l’agricoltura: nasce così l’idea di un suo possibile trasferimento a Wukro. Via web programmiamo di fare una visita in Novembre per verificare tutto. Le suore sarebbero ben contente della sua presenza.
Martedì 9 mi sposto a Macallè, dove sono ospite delle Suore Figlie della Carità, qui purtroppo nessuna suora parla italiano! Ma la volontà di capirsi supera gli ostacoli: una sera spiego alla superiora l’esistenza di una Charity dedicata alle suore (la Hilton Foundation for Sisters – creata dai fondatori della catena di Hotel Hilton)) e la aiuto ad entrare nel sito ed avviare una richiesta di sussidi.
L’obiettivo dello spostamento è di incontrare il dr. Tium, psicologo, presidente della Onlus IhDO (Integral Human Development Organization) fondata con Desta Amanuel; Tium vive ad Addis con la famiglia e solo in questi giorni sarà a Macallè, per tenere un corso di aggiornamento. L’incontro è franco ed affettuoso, anche perché l’amico ha studiato in Italia e parla molto bene l’italiano. E’ molto interessato alla esperienza – avviata da Marco Sassi – di aiuto alla costituzione di cooperative giovanili, di modo che possano chiedere terreni al Governo: vedrà se ha soggetti da presentarci. .
Altro incontro di Macallè è quello che Temrat Galgul, che insieme a Marco ha creato la Onlus TMAO. Temrat è stato ambasciatore in Tailandia e – per fortuna – parla un po’ di francese, tramite il quale possiamo intenderci. Una mattina mi fa visitare la scuola LEMLEM, dove abbiamo finanziato la costruzione di una cucina e di una tettoia/mensa. E’ proprio una povera scuola, in un quartiere di casette a piano terra e di strade antiche.
Tra mercoledì e giovedi (Capodanno) assisto ai festeggiamenti per il nuovo anno: salto augurale del falò. . . Mercoledì i vialoni di Macallè erano pieni di greggi, condotte al mercato; giovedì mattina le strade sono vuote e silenziose. .
Dato che devo spostarmi verso Adigrat, venerdì pomeriggio salto su una macchina che mi dà un passaggio fino a Wukro, dove torno a dormire dalle suore: volevo ripetere con loro l’esperienza dell’inserimento nel sito web della Hilton Foundation for Sisters, ma l’assenza di qualsiasi connessione nella loro casa rende il desiderio impossibile.
Sabato arriva la notizia della morte di due persone di Adigrat (di cui una suora) e la comunità delle Orsoline si organizza per partecipare il giorno dopo al funerale ad Adigrat (75 km). Dopo il funerale (con accompagnamento a piedi al cimitero, alle ore 14, a cui non partecipo), riesco ad arrivare dai miei nuovi ospiti, i Salesiani della casa provinciale di Goo’la, su una collina rocciosa con splendida vista sulla conca di Adigrat. Vengo a stare qui perché nella settimana precedente avevo scoperto la presenza – da un mese, trasferito da Addis – di padre Dino, mio coetaneo lombardo, che ha lavorato 15 anni con i ragazzi di strada della capitale. Facciamo una allegra conoscenza e speriamo di trovare buone occasioni di collaborazione.
Adigrat, lunedì 15 settembre ’25.

Nicola con il Vescovo di Adigrat (e con un suo omaggio)
