di Nicola Coccia

Come sempre in Etiopia i contrattempi non mancano: ero venuto a stabilirmi dai Salesiani convinto che presso di loro ci dovesse necessariamente essere una connessione Internet funzionante. Ma da una settimana è rotta e sono in attesa che vengano i tecnici a riparare.  (Pur essendo già stati pagati, arriveranno solo a fine settimana, venerdì) Così, ogni mattina dalla loro casa sulla collina scendo in città, sfruttando il passaggio in auto di don Dino (che porta il latte a due bar che lo acquistano) e mi sistemo nel Seminario minore, nell’ufficio del Rettore, Abba Hailu.

Una mattina Abba Hailu mi fa visitare il pollaio, costruito col nostro finanziamento nell’orto del seminario: gli animali sono ancora giovani e non hanno cominciato a produrre.

L’ampio edificio dei Salesiani ospita lo “Studentato”, ovvero i chierici che studiano FILOSOFIA presso il Seminario di Adigrat, nei primi due anni del percorso del Seminario. Gli studenti arriveranno solo a fine settembre, data di inizio delle lezioni; per ora ci sono solo don Dino, italiano ed economo, + il rettore ed il vice-rettore, etiopi.

Girovagando per la struttura, nei locali dell’oratorio scopro che è in funzione un corso professionale per parrucchiere, pensato (da una Onlus salesiana) per dare un lavoro alle ragazze che sono state vittime della guerra: ci sono tante facce allegre ed impegnate.

Una mattina mi reco da suor Manna che mi porta alla loro scuola: dato che – a causa dei numerosi sfollati di guerra, la popolazione della città è cresciuta molto – si trovano ad avere molte più richieste di iscrizione dei posti disponibili. Per trovare una via di uscita hanno deciso di procedere al sorteggio: solo i bambini “estratti a sorte” potranno essere effettivamente iscritti.   (vedi video) Gli esclusi protestano, inutilmente.

Nella scuola (che accoglie bambini dalla prima alla ottava classe) sono in corso svariati lavori di ammodernamento della rete idrica e sanitaria, nel finanziamento dei quali siamo stati coinvolti   (vedi video)

Un altro giorno mi reco a visitare la comunità dei padri Bianchi, che hanno un ampio terreno agricolo, un bel campo da calcio e locali per un centro giovanile (a loro a gennaio abbiamo finanziato l’acquisto di un generatore di corrente).               Sono disponibili ad effettuare delle sperimentazioni in campo agricolo e – dato che nel loro terreno vi è una sorgente – gradirebbero rinnovare ed ingrandire l’allevamento di pesci (che già praticano in una piccola vasca): ma per questo sarà necessario preparare un apposito progetto per cercare i relativi fondi.   Purtroppo li devo informare che possiamo sostenere coi nostri fondi solo delle attività che producano reddito (come l’allevamento dei pesci) ma dobbiamo sospendere altri tipi di aiuto che si ripresentano come “spese correnti”: non abbiamo abbastanza soldi.

Abba Hagos Desta, parroco di Wukro, mi chiede un aiuto per avviare una attività di apicoltura con dei giovani della parrocchia: aderisco volentieri e gli chiedo anche di procurarmi una certa quantità di miele locale, da poter portare e rivendere in Italia, per suscitare interesse.

Sulla via del rientro in Italia, passo mezza giornata (dalla mattina alla sera) nella capitale dove incontro nuovamente padre Daniel, cistercense della Abbazia nel quartiere di Shola.    L’attività del loro monastero – una volta in aperta campagna, ma ora totalmente circondato dagli edifici – consiste in una scuola, ma tra le cinque realtà cistercensi esistenti in Etiopia, ve ne è una che vive di agricoltura: è relativamente vicina alla capitale (solo 3 ore di auto, su strade sterrate) e padre Daniel mi invita a visitarla, in un prossimo viaggio, per studiare quali aiuti si potrebbero organizzare. Aderisco volentieri.

Torino, 21.10.25

Lascia un commento