a cura di Alessandro Dondo

Il 23 novembre si è tenuto a Torino l’incontro pubblico di presentazione di TigrAid OdV intitolato “Aiutare l’Africa? E perché?”, volto a far conoscere la missione e le attività della nostra associazione. L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di illustrare il lavoro svolto nell’ultimo anno, ma anche di riflettere sulle profonde motivazioni che ci spingono all’aiuto internazionale.

L’incontro è stato aperto dal Presidente Nicola Coccia, che ha guidato il pubblico in una riflessione sul “perché aiutare”. Citando don Giussani e il Cardinale Comastri, Nicola ha sottolineato che interessarsi agli altri è un’esigenza della nostra natura e che “il bene è bene perché fa bene”, apportando beneficio sia a chi riceve che a chi offre aiuto.

Di fronte all’obiezione comune sulle tante necessità esistenti anche in Italia, Nicola ha suggerito che che questa non deve essere una scusa per l’inazione, proponendo piuttosto due criteri per la scelta dell’azione:

-Fare ciò che altri non fanno, secondo il principio “C’è gloria per tutti”.

-Seguire le occasioni e le circostanze, ma “bisogna avere occhi per vedere!”

Il nostro Presidente ha quindi ripercorso le origini dell’impegno di TigrAid, citando tutti gli incontri fatti a partire dall’infermiera Desta Amanuel e le mastre Pie Filippini ad Adigrat, il vescono di Adigrat, Abba Hailu (rettore del seminario minore) e suor Manna (Madre superiora delle Suore Orsoline, sempre ad Adigrat), e poi Padre Luan (Salesiano, rettore dell’istituto tecnico di Adwa), fino agli incontri più recenti con don Stanislao Singna (rettore del seminario minore di Bouar, nella repubblica Centrafricana) e con Sister Loveline, direttrice del dispensario di Takum, in Nigeria.

Storie di amicizia in cui Nicola e gli altri soci hanno visto una chiamata all’azione.  

La presentazione ha evidenziato i bisogni oggettivi e urgenti del Tigray, amplificati dalla recente guerra civile, tra cui:

Il problema degli sfollati dai villaggi verso le cittadine.

La mancanza di capitali e la dipendenza dagli aiuti internazionali.

Lo scarso spirito di iniziativa e la quasi totale assenza di speranza per il futuro, che spinge i giovani a fuggire.

Nicola ha infine precisato che, come un “controllo di sicurezza”, l’azione di TigrAid trova conferma nei tanti incontri positivi e imprevisti che costellano il percorso dell’associazione, oltre all’evidente utilità civile di queste iniziative.

Dopo la presentazione dei progetti realizzati e di quelli in fase di studio (vedi le sezioni relative ai progetti in questo sito) c’è stata la toccante testimonianza della nostra socia e amica Letay Teklu, che ha fornito una prospettiva diretta sulla situazione in loco, raccontando gli enormi problemi causati dai conflitti interni in questi ultimi anni.

La serata si è conclusa con una cena conviviale con un golosissimo menu tigrino e dal tradizionale e suggestivo rito del caffè, per i quali non possiamo non ringraziare le amiche tigrine Helen e Tsege!

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